LE DINAMICHE AFFETTIVE ED EMOTIVE NEI GRUPPI

Creare libertà, comunità e rapporti sostenibili ha un prezzo. Richiede il tempo e il coraggio necessari per imparare ad essere nel fuoco della diversità. Significa rimanere centrati nel fuoco del conflitto. Richiede che si impari a conoscere le piccole e grandi organizzazioni…. “ ( Arnold Mindell )

Il gruppo è essenziale per lo sviluppo della vita psichica dell’ uomo.

Si studia il fenomeno « gruppo » e si parla della costituzione di « gruppi » soprattutto dal dopoguerra in poi. Il gruppo è sempre esistito ma non era diventato, come in questi ultimi anni, il centro di studio, il centro dell’ interesse della cultura psicologica e sociologica, il mezzo per avviare risposte al disagio e alla sofferenza . La diffusione del gruppo nelle organizzazioni del lavoro è molto evidente. Infatti, molte realtà organizzative possono essere viste e rappresentate come inter-azione di gruppi molteplici e articolati in modo complesso tra di loro, che avviano ed esplorano possibilità di connessioni e punti di contatto per il conseguimento degli obiettivi produttivi. Il gruppo è visto anche come strumento principale per incarnare processi democratici e di partecipazione. Ma cosa succede nei gruppi ? Quali dinamiche si attivano ? Come viene gestita la diversità ? Basta creare un gruppo per dire di far esistere la democrazia ? Come viene gestito il potere al suo interno ?

Come nell’ individuo nel gruppo si attuano processi consci e inconsci e sono soprattutto le leggi emotive e affettive che fanno da padrone.

Spesso si tende molto a semplificare quando si parla di gruppo. Nel gruppo avvengono e si scatenano le forze della vita con la sua valenza positiva ma, spesso (considerato i bassi livelli di consapevolezza delle persone coinvolte), con la sua forza distruttiva.

“Al fine dell’analisi razionale classica una motocicletta si può scomporre in base alle sue parti o in base alla sue funzioni. Se la si scompone in base alle sue parti, la distinzione fondamentale è quella tra apparato propulsore e apparato di marcia. A sua volta l’ apparato propulsore nsi suddivide in motore e sistema di trasmissione. Il motore è una struttura chiusa che contiene una macchina termica, un sistema di alimentazione, aria-carburante, un sistema d’ accensione, un sistema retroattivo di distribuzione e un sistema di lubrificazione. La macchina termica….”
( Pirsig “Lo zen e l’ arte della manutensione della motocicletta ).

Pisig nel libro (storico per la mia generazione ) continua per altre due pagine a spiegare meticolosamente il “sistema moto”, organi, funzioni, etc. A me che piacciono le moto lo rileggo volentieri ma per chi non lo è può apparire piuttosto noioso. Questo passo per dirvi che un “sistema gruppo” può essere letto, analizzato così, razionalmente : funzioni, ruoli, sottosistemi, etc. In molti manuali e libri è questo l’ approccio dominante; tutto deve tornare. Sapere alcuni aspetti è importante ma che questo sia la realtà ne devo ancora fare esperienza.

Alice era sicura di non aver visto un campo di croquet così strano, tutto pieno di solchi e zolle; le palle erano dei porcospini vivi, le mazze dei fenicotteri vivi, e i soldati dovevano piegarsi in due e far leva sulle mani e sui piedi per formare gli archetti.
All’ inizio la cosa più difficile per Alice fu maneggiare il fenicottero: le riuscì di tenere serrato abbastanza agevolmente il corpo sotto il braccio, lasciando le zampe penzoloni, ma in generale quando gli aveva fatto tendere bene il collo ed era sul punto di colpire con la testa il porcospino; quello si girava a guardarla in faccia con un ‘espressione talmente stupita che lei non poteva far a mano di scoppiare a ridere. Quando poi arrivava a fargli abbassare la testa e stava mper esguire il tiro , si accorgeva con disappunto che il porcospino si era srotolato e se ne filava via. Oltre a ciò, c’ era sempre un solco o una zolla che sbarrava la strada da qualsiasi parte volesse indirizzare il porcospino, e poiché i soldati piegati in due si radrizzavano continuamente e si mettevano in marcia verso altre zone del terreno, Alice venne ben presto alla conclusione che si trattava proprio di un gioco molto difficile.
( Carrol, “Alice nel paese delle meraviglie”).

Forse, l’entrare in contatto con i gruppi, con i diversi livelli di funzionamento delle organizzazioni, significa fare più l’ esperienza di Alice che di Persig con la sua moto.

La complessità prodotta da i tanti influenzamenti e dalle innumerevoli contaminazioni tra le “mappe” delle persone coinvolte, richiede una certa “presenza” interiore e un certo livello di complessità sia dell’ ascolto sia della osservazione.

Il gruppo è portatore di una dinamica complessa, in cui si confrontano aspettative di riconoscimento, affermazioni di valori e credenze, vissuti ed emozionalità diverse.

In ogni realtà di gruppo, quindi, in relazione allo specifico contesto in cui opera, si presentano aspetti socio-culturali, emotivi, relazionali e tecnici-operativi.

Le condizioni relazionali attuali all’interno delle organizzazioni lavorative sollecitano l’importanza del saper lavorare in gruppo per facilitare l’integrazione di competenze, capacità, ruoli, per sostenere i processi di cambiamento e le prese di decisioni. Gestire e partecipare in modo efficace e produttivo a un gruppo di lavoro richiede lo sviluppo di sensibilità e competenze mirate: saper ascoltare, identificare e gestire i conflitti, comprendere i fenomeni che si evidenziano all’ interno di un gruppo e realizzare interventi congruenti ed efficaci tali da consentire al gruppo di realizzare pienamente la sua finalità.

Sabato 16 – Domenica 17 Dicembre 2017
9.30-13 / 14.30 – 17.30
Via del Malcantone. 15 – Firenze
( presso Vivaio del Malcantone )

Conduzione : Giuseppe Tomai – Formatore Aico

Il seminario rientra nel percorso della Scuola di Counselling Integrato ed è aperto a chi fosse interessato alla crescita personale e/o professionale e non vincola ad effettuare il percorso triennale della Scuola.

Considerato il numero limitato di partecipanti si consiglia, se il seminario interessa, di iscriversi il prima possibile.

Libri obbligatori per chi è allievo della Scuola di Counselling :
Guido Contessa, Psicologia di gruppo Editrice La Scuola

Per informazioni e iscrizioni
Segreteria (Katia) : mobile 3384238091

Salva

Salva

Salva

Lascia un commento